Origine Storica del Termine “Cacciatori delle ALPI”

Tratto dal Quaderno Storiografico no 15 – 1998

ISTITUTO INTERNAZIONALE DI STUDI GIUSEPPE GARIBALDI

Nella terminologia militare furono denominati “cacciatori” i soldati che

venivano impiegati in guerra per speciali missioni di avanscoperta,

di imboscate o di fiancheggiamento, che richiedevano ardimento,

velocita’ e destrezza. Essi venivano scelti tra i volontari dotati

di resistenza fisica, audacia e esperienza nell’uso delle armi.

Il termine comincio’ ad entrare in uso tra gli eserciti del XVIII secolo

e pare che la sua origine si debba far risalire a Federico II di Prussia,

il quale arruolava nelle sue compagnie di fanteria scelta i figli dei famosi

guardiacaccia delle Pomerania, giovani normalmente alti, robusti e

molto abili al tiro. Il suo esempio fu seguito dalla Francia, dove

nel 1760 il maresciallo Victor de Broglie riuni’ le milizie dei cacciatori

prima in compagnie e poi in reggimenti. In Piemonte i primi reparti di

tale specialita’ si ebbero nel 1786; fu nel 1848 che alcuni

gruppi di “Cacciatori delle Alpi” di formarono attivamente per prendere

parte con le milizie cadorine alla difesa di Vicenza e Venezia.

E’ indubbio che un ruolo storico particolare deve essere riconosciuto ai

gloriosi “cacciatori delle Alpi” i quali, volontari affluirono numerosi da

tutta Italia per combattere contro l’Austria nel 1859.

Essi furono avviati ai centri di raccolta di Cuneo e di Savigliano per

formare il gruppo dei “Cacciatori della Stura”.

Dato il loro elevato numero furono ordinati in tre reggimenti

per confluire successivamente nell’Esercito Italiano.

Tale nuova entita’ destinata ad operare sulle Alpi, assunse

la denominazione, appunto, di “Brigata Cacciatori delle Alpi”.

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